Smartworking – un lavoro per l’assistente virtuale

La definizione ufficiale è questa: “Il lavoro agile (o smartworking) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

assistente virtuale smartworking

Nella realtà questa modalità di lavoro ha coinvolto moltissime altre figure di professionisti desiderosi di conciliare lavoro e famiglia. Ha permesso, grazie agli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, di lavorare in modo produttivo ed efficace anche se non si è fisicamente nello stesso ufficio.

Se ne parla sempre di più anche in Italia finalmente e …. indovinate un po’?

Il 15/06/2019 Enrico Verga su “Il Fatto Quotidiano” ha affrontato questo meraviglioso argomento citando proprio me, Chiara Ripamonti, come esempio di smartworking!

CORRI A LEGGERE L’ARTICOLO QUI (https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/15/smartworking-come-conciliare-lavoro-e-famiglia-ce-chi-ce-lha-fatta/5248021/)


SMART perché è possibile essere flessibili con gli orari senza nulla togliere al feeling lavorativo che si instaura con clienti e collaboratori anche se si lavora fisicamente a distanza.

WORKING perché è comunque un lavoro professionale e come tale lo svolgiamo con diligenza e passione, proprio come se fossimo sempre in un ufficio, anche se è “virtuale”.


Sono passata dall’essere manager e avere i soliti problemi di gestione famigliare all’essere segretaria virtuale, stesse mansioni e molta più flessibilità nell’essere anche mamma.

Come è stato possibile per me fare questo cambiamento?

Dobbiamo dire che la figura della segretaria in quanto assistente di studio o di direzione, è radicalmente cambiata oggi rispetto anche solo a 10 anni fa: oggi la segretaria è una vera e propria office manager che si occupa dei problemi gestionali dell’impresa lasciando all’imprenditore il tempo di creare il proprio business.

Questo ha permesso che ognuno sia più felice di prendersi i suoi spazi, il direttore (cliente) che può dedicarsi al suo business e l’assistente virtuale che porta a termine da remoto  e in flessibilità ogni incarico concordato. Ogni scadenza viene rispettata e ogni progetto seguito con la cura che merita: in fondo, è questo che conta, non la presenza fisica.

E’ facile immaginare come questo concetto sia entrato nell’immaginario collettivo soprattutto grazie agli strumenti che abbiamo oggi. Ho parlato di mindset relativo a carriere non tradizionali anche qui.

Nel 2019 insomma, lo smartworking è di moda e, oso dire la figura dell’assistente virtuale è perfetta per indossare questo concetto e conciliare lavoro e sfera personale.